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Consultorio Diocesano Brescia

Dott.ssa Sartori Sara



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Area

Psicologo-Psicoterapeuta.

Ruolo presso il consultorio

Piscologo e Psicoterapeuta  per la coppia, per il singolo, per i minori, per gli adolescenti.

Breve curriculum

2013 – Corso esperenziale sull’ACT (Acceptance and Commitment Therapy)

2012 – Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva (Scuola di Psicoterapia Cognitiva a Verona)

2006 – Conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione di Psicologo presso la sede dell’Università di Padova

2005 – Tirocinio annuale post lauream:

  • primo semestre di tirocinio post-lauream presso il Centro Psicosociale di Concesio, con la supervisione del dott.Visco.
  • secondo semestre di tirocinio presso il laboratorio di Epidemiologia e Neuroimaging dell’IRCCS centro San Giovanni di Dio-Fatebenefratelli, con la supervisione della dott.ssa Rossi Roberta.

2005 – Conseguimento della Laurea in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova. Tesi di laurea dal titolo: “ Rappresentazione dell’informazione temporale in pazienti con malattia di parkinson ”

Breve presentazione dell’approccio teorico di rifermento

L’orientamento clinico al quale faccio riferimento è quello cognitivo, introdotto per la prima volta negli anni 60 da Aaron Beck per il trattamento della depressione. Egli afferma che i sintomi si accompagnano a Distorsioni del Pensiero. Tale processo disfunzionale si manifesta superficialmente con flussi di Pensieri Automatici negativi nell’esperienza cosciente del paziente (Beck-Ellis 1960). I pensieri automatici riflettono convinzioni e assunzioni soggiacenti immagazzinate in memoria sotto forma di Schemi, modalità attive di organizzazione dei dati che generano il significato degli eventi insieme alla componente affettiva e motivazionale. Quando vengono attivati questi schemi influenzano il processo di elaborazione dell’informazione, modellano l’interpretazione e condizionano il comportamento. Questi Schemi sono Disfunzionali quando provocano sofferenza, distorgono la realtà, sono pervasivi, sono più rigidi concreti e inflessibili. I pazienti tentano di modificare questi schemi, ma a volte i tentavi di soluzione che mettono in atto li mantengono e li aggravano. L’intervento cognitivo mira quindi all’individuazione di tali schemi, al distanziamento critico e alla modifica degli stessi; si basa su una collaborazione attiva tra terapeuta e paziente, entrambi impegnati ad ottenere cambiamenti positivi attraverso lo sviluppo delle risorse interiori.

L’attività di consulenza e sostegno ha come primo obiettivo aiutare le persone ad individuare quali sono le interpretazioni con le quali il paziente legge gli eventi, le quali provocano sofferenza;attraverso strumenti e tecniche pratiche il terapeuta indaga la comprensione, il significato dell’esperienza e le credenze dell’individuo attraverso un clima collaborativo. Successivamente il terapeuta e l’individuo concordano gli obiettivi da raggiungere durante gli incontri, cercando di trovare soluzioni alternative positive che modificano i comportamenti, le emozioni e i pensieri chegenerano il disturbo. Ci si focalizza sul disagio che viene vissuto nel presente