Il Servizio - Descrizione operativa

Spazio Bimbo

Il Progetto Spazio Bimbo è un settore di un progetto più complessivo del Nuovo Consultorio Familiare Diocesano,  che potrà essere avviato con maggiore organicità da ottobre 2006. Intanto, si partirà da ottobre 2005 con il primo tassello, appunto quello relativo appunto ai bambini e ai fanciulli. L'intervento verso i minori, in genere, resterà sempre il fiore all’occhiello del Consultorio, anche quando le risposte potranno contemplare uno spettro completo di vita familiare.

Definizione del servizio

E’ un servizio di prevenzione, formazione, consulenza e psicoterapia per bambini residenti nella Diocesi di Brescia.

L’attenzione privilegiata è porre il problema del minore da cui parte la richiesta di consulenza, nelle dinamiche e nella realtà familiare. Quindi ogni richiesta di intervento troverà un percorso per una precisa analisi del bisogno e una proposta di intervento ben mirata, che potrebbe essere la valutazione diagnostica del minore, colloqui con i genitori, sostegno psicologico per il bambino e/o per i genitori.

Utenti

Il servizio intende rispondere alle problematiche relazionali e psicologiche dei bambini con una valutazione del problema e una presa in carico della situazione con l’intervento ritenuto più idoneo e adeguato al tipo di problema.

Attenzione privilegiata nella presa in carico potrà essere rivolta alle situazioni di grave disagio e pregiudizio spesso causato da comportamenti problematici  da parte di adulti e/o educatori.

Aree d’intervento e operatori

Nella fase iniziale del progetto le aree di intervento previste:

a)      Contatto al servizio e prima accoglienza.

Sono individuati due operatori per l’accoglienza delle richieste con contatti telefonici e il primo colloquio di analisi del problema.

La famiglia può accedere alla consulenza dello psicologo esperto in problematiche familiari secondo due differenti modalità: per contatto diretto con  l’A.S. che indirizza la famiglia o il singolo genitore al clinico oppure come indicazione da parte della psicoterapeuta che, avendo in carico il figlio ritiene che un supporto ai genitori nello svolgimento delle loro funzioni genitoriali possa esse utile.

b)      Valutazione diagnostica.

Nel lavoro clinico è fondamentale mantenere lo spazio per pensare per dare forma alla consultazione con e per le persone che si rivolgono al servizio. Nella struttura degli incontri e nella eventuale somministrazione di test occorre ovviamente tenere conto del tipo di problematiche e dell’età del bimbo: se molto piccolo la consultazione prevederà colloqui e osservazione alla presenza di uno o entrambi i genitori. Questa fase comprende

-  2/3 colloqui con i genitori per mettere a fuoco la domanda e raccogliere l’anamnesi

-  4/6 sedute di osservazione del bambino. Ci si avvale del colloquio, del disegno, del gioco e della somministrazione di alcuni reattivi psicologici. La scelta dei test varia in funzione delle problematiche e dell’età del bambino

-  ½ colloqui di sintesi e di restituzione con i genitori.Viene presentato il quadro complessivo e discussa la eventuale necessità di dare avvio ad un percorso terapeutico e/o di altra natura ( es. consulenza educativa per i genitori, psicoterapia di uno o entrambi i genitori, sostegno pedagogico per il bambino…)

Nei casi dove le problematiche coinvolgono l’apprendimento scolastico, con il consenso dei genitori, potrà essere effettuata anche una consulenza alla scuola.

c)      Sostegno psicologico al bambino.

In questa area possono essere compresi sia colloqui periodici di sostegno psicologico, sia la psicoterapia. A questo riguardo si precisa che la metodologia varia in funzione dell’età del bambino e si costruisce e trasforma nella relazione con lui, in funzione delle caratteristiche del funzionamento mentale del bambino. Attraverso il gioco ( simbolico e non ), il disegno, le storie, i sogni, i colloqui vengono esplorate le radici del dolore del bambino, anche nei suoi echi trans-generazionali. La psicoterapia è il luogo dove possono essere espresse, accolte, esplorate e trasformate, dove acquistano un significato le sensazioni, le emozioni, i pensieri, i sogni e le fantasie che ostacolano, minano, rallentano lo sviluppo emotivo, cognitivo e sociale del bambino.

d)      Sostegno e consulenza ai genitori.

Quest’area d’intervento è stata pensata per rispondere alle richieste del genitore o della coppia genitoriale che deve affondare delle situazioni di problematicità relazionale o affettiva  legate alla vita dei figli. Le motivazioni che possono spingere l’adulto a richiedere questo tipo di consulenza sono molteplici:

- mediazione familiare indirizzata ad individuare degli spazi di accordo educativo tra i genitori nella gestione delle problematiche del figlio;

- consulenza ai genitori per l’individuazione e costruzione di interventi psicoeducativi o di sostegno al figlio che vive situazioni di stress psicologico ed emotivo come ad esempio dei casi di abuso, separazione coniugale, modifica del nucleo familiare (arrivo di uno figlio, decesso di un familiare), transizioni critiche (scuola, gruppo di pari).

-  consulenza genitoriale legata alle problematiche adolescenziali

La consulenza alla coppia si vuole caratterizzare come un momento di analisi delle risorse e delle problematiche che la coppia porta con se nel proprio ciclo di vita. Gli incontri, che possono essere condotti sia con il nucleo coniugale, con il singolo individuo o con la famiglia intera, possono abbracciare diversi temi come ad esempio:

A.     le problematiche della costruzione e nella crescita dell’identità di coppia,

B.     la comunicazione conflittuale dei diversi cicli di vita,

C.     le difficoltà derivate dalla relazione con i figli,

D.     le difficoltà correlate alla costruzione e alle gestione della famiglia allargata,

e)      il ripensamento dell’identità familiare in relazione ad alcune transazioni critiche (l’arrivo di un nuovo figlio, lo sposalizio o la morte di un parente)

La famiglia può accedere alla consulenza dello psicologo esperto in problematiche familiari secondo due differenti modalità: per contatto diretto con  l’A.S. che indirizza la famiglia o il singolo genitore al clinico oppure come indicazione da parte della psicoterapeuta che, avendo in carico il figlio ritiene che un supporto ai genitori nello svolgimento delle loro funzioni genitoriali possa esse utile.

f)        Azione psicoterapica rivolta al minore.

una psicoterapeuta infantile per la presa in carico terapeutica e che in fase iniziale effettuerà altresì le valutazioni psicodiagnostiche. E’ disponibile per 7 ore settimanali

q       Sarà disponibile un  sacerdote per le richieste di una consulenza etico/spirituale.

Figure professionali:

Ø     assistente sociale

Ø     pedagogista

Ø     psicologi

Ø     psicoterapeuta infantile

Ø     mediatore familiare

Potranno essere attivate, se necessario, le consulenze di altre figure professionali quali:

Ø     psichiatra

Ø     neuropsichiatria infantile

Ø     logopedista

Ø     legale

Ø     ginecologo

Ruolo dell’équipe

Il buon funzionamento del servizio si basa anche sulla qualità del gruppo degli operatori che diventa un gruppo di lavoro integrato e sinergico nelle diverse professionalità e competenze specifiche.

Particolare attenzione verrà data soprattutto nella fase iniziale nella condivisione di modalità organizzative orientate all’utente e nella costruzione di un linguaggio comune nell’integrazione delle diverse professionalità.

Modalità d’accesso

L’utenza potrà accedere previo appuntamento e il primo colloquio sarà effettuato da operatori ad hoc predisposti per l’analisi della richiesta

All’utente verrà richiesta una partecipazione economica

Data inizio

Da ottobre 2005 potrà essere attivato il progetto Spazio Bimbo.

 

 

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